ZES E ZFD
Il Decreto Legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito con Legge 13 novembre 2023, n. 162, cui si rimanda per la disciplina di dettaglio, ha previsto l’istituzione a far data dal 1° gennaio 2024 della Zona economica speciale per il Mezzogiorno - ZES unica, di seguito denominata «ZES unica», che ricomprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.
La ZES Unica sostituisce le precedenti Zone economiche speciali (ZES) frammentate in 8 diverse strutture amministrative istituite con il Decreto Legge 20 giugno 2017 n. 91, convertito con Legge 3 agosto 2017 n. 123.
La ZES Unica è preordinata ad individuare e valorizzare, tra l’altro, i nessi economico-funzionali tra infrastrutture portuali ed aree produttive e manifatturiere del territorio, secondo gli indirizzi contenuti nel Piano strategico approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il 31 ottobre 2024.
Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è stata istituita la Struttura di missione ZES, alla quale è preposto un Coordinatore; essa opera quale amministrazione procedente ai fini del rilascio dell'autorizzazione unica e ad essa sono trasferite le funzioni precedentemente di titolarità dei Commissari Straordinari.
Nel caso di progetti inerenti alle attività economiche ovvero all’insediamento di attività industriali, produttive e logistiche, presentati da soggetti pubblici o privati, di competenza dell’Autorità di Sistema del Mar Ionio, quest’ultima, agendo rispettivamente quale Amministrazione competente ovvero quale Amministrazione procedente, provvede, attraverso lo Sportello Unico Digitale – S.U.D. ZES, ove sono presentate le istanze corredate della documentazione e degli eventuali elaborati progettuali previsti dalle normative di settore, a convocare la Conferenza dei Servizi, alla quale partecipa sempre un rappresentante della Struttura di missione ZES, ed a rilasciare l’Autorizzazione Unica.
All’interno della Direzione Engineering dell’ADSP MI è stata istituita la Sezione pianificazione strategica – intermodalità ZFD e ZES, con funzione, tra l’altro, di gestione dei procedimenti tecnico-amministrativi di Autorizzazione Unica ZES, in relazione alla istituita Zona Economica Speciale.
Zona Franca Doganale Interclusa di Taranto
La Zona Franca Doganale Interclusa di Taranto - approvata con Legge 160/2019 (art. 1 comma 316 lettera B) - potrà essere uno dei fattori di successo, unitamente alla ZES UNICA (Legge 13 Novembre 2023, n. 162), specie in termini di attrazione di traffico portuale internazionale. È stata difatti istituita per conferire nuove potenzialità allo scalo ed incentivare nuovi insediamenti.
La Regione Puglia può ormai essere considerata, a livello europeo, uno dei territori con una maggior crescita a livello economico-industriale, specie nell'ultimo ventennio e sta sicuramente acquisendo risonanza in tutto il mondo. Essa è diventata meta di numerosi investimenti, potendo contare sulle eccellenze, le bellezze e infrastrutture tipiche di questa terra, creando un vincente punto di incontri tra vari soggetti che operano nei più disparati settori, formando una filiera integrata, capace di conquistarne i mercati.
La ZFD (Zona Franca Doganale interclusa) è stata istituita al fine di incentivare il recupero delle potenzialità nell'Area Portuale di Taranto e sostenere l'occupazione, voluta fortemente dall'AdSpMI e approvata dalla Direzione dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM). La ZFD è un’area soggetta ad un regime doganale speciale previsto dal Reg. UE n. 952 del 09/10/2013. Nel Porto di Taranto, nello specifico, sono state individuate e perimetrate 11 aree, pari ad una superficie di 162,89 ettari all'interno della quali le imprese che andranno ad insediarsi potranno non soltanto beneficiare di importanti agevolazioni fiscali e doganali ma anche di semplificazioni amministrative e fiscali, dal momento che le stesse aree ricadono nelle ZES (Zone Economiche Speciali). All'interno della ZFD è possibile avere propri insediamenti produttivi e svolgere qualsiasi attività di natura commerciale, industriale, di servizi o di capitali o sociale così come previsto dal Reg. UE n. 952/2013.
Soggetti accreditabili
I soggetti che possono essere accreditati ad operare nella ZFD sono:
- le società stabilite nell'UE in possesso di partita IVA;
- le società non stabilite nell'UE, ma dotate di rappresentante fiscale;
I soggetti devono inoltre essere in possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi richiamati nel “Regolamento di Funzionamento della Zona Franca Doganale del Porto di Taranto” pubblicato sul sito istituzionale dell’AdSP MI:
Regolamento di Funzionamento della Zona Franca Doganale del Porto di Taranto (PDF)
Il regolamento disciplina l’operatività della ZFD definendo ruoli, attività ed obblighi a carico dei soggetti coinvolti nelle suddette agevolazioni per le merci allo stato estero che entrano nella ZFD:
- nessun assoggettamento ai “diritti doganali” e ai “diritti di confine”, ovverosia ai dazi doganali, all’IVA, alle accise e ai diritti di monopolio, sospesi sino al momento della loro destinazione finale;
- permanenza senza limiti di tempo;
- esonero della presentazione della dichiarazione doganale;
- attività di stoccaggio senza alcuna preventiva autorizzazione da parte dell'Ufficio Doganale;
- possibilità di poter procedere con tutte le tipologie di manipolazioni usuali, quali la conservazione, miglioramento della presentazione per la commercializzazione, preparazione per la distribuzione o la rivendita, campionature ed ogni altro tipo di trattamento previsto nell'elenco delle manipolazioni usuali consentite previsto dal Reg. UE n. 952/93 (richiamate nel RD 2046/2015 All. 71-03).
L’introduzione nella ZFD di merce non unionale consente di evitare il presupposto dell'obbligazione tributaria in merito al pagamento dei dazi doganali e alle sovrimpose di confine (oli minerali, spiriti, ecc.) in ragione del mancato consumo delle merci. La Zona Franca Doganale interclusa consente ai territori localizzati nelle ZES e alle attività connesse ad essa di inserirsi nelle supply chain mondiali garantendo maggiori flussi in import di materie, semilavorati e componentistica sia di esportare prodotti finiti soprattutto in territori Extra-UE.
Da sottolineare che essa potrà dare impatto allo sviluppo del porto anche non andando di pari passo con l’evoluzione della ZES Unica.